
XXI Cerimonia Di Commemorazione, Roma
- Giuseppe Lima
- 30 mag
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30/05/2026 - Una giornata di profonda commozione e memoria.
Si è svolta oggi la ventunesima cerimonia di commemorazione in ricordo del Colonnello Pilota Giuseppe Lima e del suo equipaggio “Milan63” formato dal Maggiore Pilota Marco Briganti, il Maresciallo Capo Massimiliano Biondini e il Maresciallo Ordinario Marco Cirillo.
Una ricorrenza che, anno dopo anno, continua a radunare istituzioni, militari e cittadini uniti nel segno del ricordo e della gratitudine.
La cerimonia si è tenuta all'interno del parco intitolato alla memoria del Colonnello Lima, un luogo che per la comunità locale non è solo uno spazio verde, ma un vero e proprio monumento vivo al sacrificio di chi ha servito la patria fino all'estremo sacrificio.
A presenziare l'evento è stata la Presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo. La sua partecipazione ha assunto un significato ancora più profondo: nonostante abbia attraversato di recente complessi e importanti problemi personali, la Presidente non ha voluto far mancare la sua presenza, dimostrando un forte senso del dovere e vicinanza alla famiglia.
Il momento più intimo ed emozionante della cerimonia è stato il discorso di Luigi Giuseppe Lima, figlio del Colonnello. Con voce ferma ma carica di emozione, Luigi Giuseppe ha voluto ricordare la figura del padre non solo come eroe, ma come uomo delle istituzioni.
La cerimonia ha poi vissuto i suoi momenti più solenni e spirituali. Il Cappellano Militare, Don Salvatore Nicotra, ha guidato i presenti in un momento di preghiera, impartendo la benedizione solenne in memoria dei caduti.
Subito dopo, il tempo sembra essersi fermato. Le note del "Silenzio d'Ordinanza", eseguite dal trombettiere della Banda dell'Esercito, hanno riempito l'aria del parco, stringendo il pubblico in un abbraccio ideale di commozione e rispetto.
La manifestazione si è conclusa con un lunghissimo e caloroso applauso da parte di tutti i presenti. Un applauso spontaneo, tributato non solo alla memoria di Giuseppe Lima e del "Milan 63", ma anche alla dignità di una famiglia e di una comunità che, a distanza di ventun anni, non dimentica i suoi eroi.












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